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Frantoio Bonamini racconta l’esperienza con il monoblocco MEC AV 9/9/1VA

Aprile 2026Settore · Olio extravergine d'olivaInstallazione · Illasi, provincia di Verona
Monoblocco MEC AV 9/9/1V installato al Frantoio Bonamini

Il cliente

Frantoio Bonamini è un’azienda a conduzione familiare guidata da Giancarlo e Sabrina Bonamini, che coltiva circa 25 ettari di oliveto con oltre 7.200 piante nel territorio di Illasi (Verona). Produce ogni anno tra le 280.000 e le 300.000 bottiglie di olio extravergine, con circa il 20% destinato ai mercati esteri. La struttura impiega dieci addetti fissi, rinforzati da personale stagionale durante la raccolta, ed è organizzata in aree dedicate a molitura, stoccaggio, imbottigliamento e accoglienza visitatori.

La sfida

Nel confezionamento dell’olio extravergine ogni fase del processo incide sul risultato finale: ridurre il contatto con l’aria, mantenere costante il livello di riempimento, limitare i tempi di fermo e garantire la pulizia dei contenitori sono aspetti determinanti quanto la qualità della materia prima. Il Frantoio Bonamini cercava una soluzione capace di concentrare più fasi di lavorazione in un’unica macchina, ottimizzando gli spazi del reparto imbottigliamento e garantendo continuità operativa anche a fronte di una produzione molto diversificata per etichette e formati.

La soluzione Eurostar

L’ingresso del macchinario Eurostar in azienda nasce da un’opportunità colta al volo: il monoblocco, originariamente costruito nel 2006 per un frantoio pugliese che non lo aveva mai messo in funzione, è stato acquistato da Frantoio Bonamini nel 2017 tramite un rivenditore. Da quel primo contatto, Eurostar ha fornito tutto il supporto tecnico necessario per adattare il monoblocco alle esigenze produttive dell’azienda, dando avvio a una collaborazione che si è consolidata nel tempo.

Il monoblocco MEC AV 9/9/1VA riunisce in un’unica soluzione soffiatura, riempimento ad Alto Vuoto e tappatura, con una configurazione a nove ugelli di soffiatura, nove valvole di riempimento e una testa di chiusura dedicata a capsule in alluminio con versatore incorporato. Il principio di funzionamento si basa sulla creazione di un elevato grado di vuoto all’interno della bottiglia durante il ciclo di riempimento, che permette al prodotto di raggiungere il livello impostato indipendentemente dalle variazioni dimensionali dei contenitori in vetro — una caratteristica particolarmente adatta a prodotti di elevato valore commerciale come l’olio extravergine. La configurazione consente inoltre di passare rapidamente tra formati di bottiglia da 250 ml fino al litro, riducendo i tempi di fermo nei cambi formato.

I risultati

  • Capacità teorica dell’impianto di circa 2.000 bottiglie/ora (la macchina potrebbe arrivare fino a 2.500 bph), utilizzata in media a un ritmo di circa 1.000 bottiglie/ora per adattarsi a una produzione molto diversificata su più etichette e formati.
  • Riduzione della turbolenza del liquido, minore formazione di schiuma e minor incorporazione d’aria, a tutela delle caratteristiche organolettiche del prodotto.
  • Affidabilità operativa confermata nel tempo: pur risalendo al 2006, il monoblocco continua a garantire prestazioni elevate con una ridotta necessità di manutenzioni straordinarie.
  • Collaborazione consolidata su assistenza, ricambi e supporto tecnico anche da remoto, con l’aggiornamento alla certificazione IFS gestito insieme a Eurostar.

La testimonianza

«Il principio di funzionamento della riempitrice si basa sulla creazione di un elevato grado di vuoto all’interno della bottiglia durante il ciclo di riempimento: il prodotto raggiunge così il livello impostato indipendentemente dalle piccole differenze dimensionali dei contenitori in vetro.»

Alessandro Castagno, Fondatore e CEO di Eurostar

«Potrebbe lavorare tranquillamente a 2.500 bottiglie l’ora, anche per produzioni dedicate a un solo formato e a un’unica referenza. Noi la utilizziamo con ritmi inferiori perché la nostra produzione è molto diversificata, ma ne apprezziamo l’affidabilità, la ridotta necessità di manutenzioni straordinarie e la possibilità di impiegarla in modo intensivo.»

Giancarlo Bonamini, Frantoio Bonamini

Fonte: Caso pubblicato originariamente su Alimentibevande.it di Aprile 2026